Blackout elettrici e risarcimenti: quali sono i diritti dei consumatori?
Con l’aumento delle temperature e dei consumi energetici, crescono i casi di blackout elettrici. Ma quando si ha diritto al rimborso?
In queste settimane di grande caldo numerosi blackout hanno in poche ore colpito varie città italiane dal Nord al Sud, lasciando al buio negozi, uffici e semafori per diverse ore non senza disagi diffusi.
Non si tratta di fenomeni isolati o casualmente collegati: complici le alte temperature e il sovraccarico della rete elettrica questi fenomeni saranno sempre più frequenti.
A farne le spese sono stati soprattutto i cittadini e i commercianti, molti dei quali hanno subito danni economici non indifferenti.
I danni “invisibili” da sbalzi e interruzioni brevi
Quando si associano danni al blackout si pensa spesso a lunghi periodi senza corrente ma anche interruzioni brevi, ripetute o accompagnate da sbalzi di tensione possono avere ripercussioni importanti: frigoriferi che smettono di funzionare, router bruciati, lavatrici danneggiate, scorte alimentari da buttare, terminali di pagamento bloccati.
A volte, il danno economico di un’interruzione di pochi minuti può superare quello di un blackout prolungato.
Le associazioni dei consumatori (Codacons in testa) lo denunciano da tempo.
Dopo il recente caso di Torino di metà giugno, l’associazione ha avviato una class action per tutelare commercianti e residenti:
“Le società elettriche devono garantire la continuità del servizio anche con il caldo”.
La normativa: diritti, indennizzi e risarcimenti
La tutela principale in caso di disservizio spetta ai consumatori grazie alla normativa ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), che distingue 2 tipi di compensazione.
L’indennizzo automatico che, secondo quanto riportato nell’Atlante del Consumatore, i clienti hanno diritto a un indennizzo automatico in bolletta in caso di interruzioni prolungate:
- per utenze in bassa tensione, il limite è 8 ore nei piccoli comuni e 4 ore in città
- l’indennizzo parte da 30 euro, con aumenti proporzionali in base alla durata e alla frequenza
Questo indennizzo è riconosciuto senza necessità di fare domanda, ma non copre i danni materiali, per esempio, un elettrodomestico rotto o il cibo buttato via.
Invece, per ottenere il risarcimento dei danni causati da sbalzi di tensione, picchi, interruzioni brevi o danni materiali, è necessario inviare:
- un reclamo scritto al distributore o al venditore, allegando, ad esempio una descrizione dell’evento
- una documentazione fotografica o tecnica del danno
- fatture di acquisto o riparazione
Se il reclamo non riceve risposta entro 30 o 40 giorni (a seconda del tipo), si ha diritto a un ulteriore indennizzo da ritardo (25-75 euro).
In caso di rigetto o silenzio, ci si può rivolgere al servizio di conciliazione ARERA o a un’associazione di tutela.
ARERA e il richiamo alle società: non basta il caldo
Già nel 2003, dopo il grande blackoout nazionale, ARERA aveva sottolineato in un comunicato la necessità di una rete elettrica più resiliente.
Nel 2005 e 2007, l’Autorità è tornata a richiamare i distributori su investimenti, qualità e prontezza degli interventi.
Nel più recente rapporto annuale 2025, ARERA sottolinea che il problema è strutturale:
“con l’aumento delle temperature e la digitalizzazione diffusa, la tolleranza verso disservizi energetici è sempre più bassa”.
L’Autorità ha avviato indagini sulla qualità del servizio nelle città più colpite e richiesto alle società di rete un piano straordinario di adeguamento.
Cosa può fare il cittadino?
Si può:
- Segnalare il disservizio al distributore locale (E-Distribuzione, Areti ecc.)
- Conservare prove dei danni: foto, scontrini, relazioni tecniche
- Inviare un reclamo formale (PEC o raccomandata) entro 6 mesi
- Se il reclamo viene ignorato o respinto, si può ricorrere alla conciliazione ARERA o alle associazioni dei consumatori
- In caso di danni significativi e documentabili, valutare l’azione legale o collettiva
I blackout non sono sempre prevedibili, ma la loro frequenza e gravità non possono essere considerati normali.
Le reti elettriche vanno potenziate e le tutele economiche per i cittadini rafforzate.
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