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Classe energetica edifici – l’UE propone lo stop a vendita e affitto se consumano troppa energia (dal 2027)

Pubblicato da VIVERE Real Estate sopra Dicembre 16, 2021
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Tempo di lettura: 4 minuti

Classe energetica edifici – l’UE propone lo stop a vendita e affitto se consumano troppa energia (dal 2027)

In questi giorni è arrivata dall’Unione Europea una proposta per ridurre le emissioni nette di gas serra grazie all’efficientamento energetico degli immobili. Il miglioramento della classe energetica degli edifici sarà quindi un elemento fondamentale nell’ottica della lotta al cambiamento climatico. Vediamo cosa prevede la bozza di revisione della Direttiva, che dovrà essere discussa dalla Commissione e dal Parlamento Europeo.

 

Classe energetica immobili – Cos’è l’APE

Ogni immobile, secondo la normativa vigente, può essere classificato in base alla propria prestazione energetica: da questa dipende la classe energetica di ogni immobile.

L’APE (Attestato Prestazione Energetica) è un documento che descrive le caratteristiche energetiche di qualsiasi edificio, appartamento o abitazione.

Mediante una scala di 10 lettere che va da G ad A4, nella quale la G costituisce il gradino inferiore con minore efficienza e l’A4 il gradino superiore con una prestazione energetica molto efficiente, l’APE sintetizza le prestazioni energetiche degli edifici.

Questo attestato, che documenta in modo ufficiale la classe energetica degli edifici, oggi è obbligatorio per vendere o affittare un immobile.

Valido generalmente 10 anni, questo documento continua ad essere valido solo se la caldaia dell’immobile è sottoposta ai controlli previsti dalla legge mediante un sopralluogo.

 

Classe energetica edifici – Cosa potrebbe cambiare dal 2027

Secondo la proposta dell’Unione Europea a partire dal 2027 gli edifici con classe energetica G potrebbero non essere più adatti per essere venduti o locati. Secondo la bozza della revisione della direttiva dell’UE tutti gli Stati Membri dovranno infatti garantire che dal 2027 gli edifici pubblici appartengano alla classe energetica F. Addio quindi entro tale data a case ed edifici di classe energetica G, oggi considerata la peggiore in termini di inquinamento ambientale.

 

Classe energetica immobili – Addio agli immobili con classe energetica F dal 2030

La bozza della revisione della direttiva dell’UE, ancora da sottoporre alla Commissione Europea e al Parlamento Europeo, prevede inoltre un adeguamento della classe energetica degli immobili dalla classe F alla classe E entro il 2030. Case, edifici residenziali e ville dovranno quindi rientrare entro il 1° gennaio 2030 almeno nella classe energetica F.

L’efficienza energetica della casa, inoltre, a partire dal 2033 dovrà ulteriormente aumentare: tutti gli immobili in Italia e negli Stati Membri europei dovranno salire di un gradino nella scala della prestazione energetica APE. A partire dal 2033 gli edifici dovranno rientrare nella classe energetica E.

 

Classe energetica edifici – A quali immobili si applica la proposta dell’UE

La proposta di revisione della Direttiva da parte dell’UE relativa alla classe energetica degli edifici, se approvata, si applicherà:

  • agli edifici già costruiti che saranno da ristrutturare;
  • agli immobili ancora da edificare;
  • nel caso di vendita di immobili già esistenti;
  • nel caso di rinnovo del contratto di affitto su edifici già esistenti.

La bozza prevede in ogni caso degli immobili esenti dalla direttiva dell’Unione Europea. Gli immobili ai quali non si applica la direttiva sono i seguenti:

  • edifici considerati storici;
  • immobili dedicati al culto;
  • edifici protetti;
  • immobili inferiori a 50 m2 di estensione.

 

Classe energetica edifici – Obiettivo neutralità climatica

L’obiettivo a lungo termine che si pone la bozza di revisione dell’Unione Europea è quello di avere in ogni Stato Membro dell’UE solo edifici a emissione zero entro il 2050.

Nel pacchetto della direttiva sull’efficienza energetica degli immobili vi saranno inoltre provvedimenti sulla decarbonizzazione nel settore del gas, sul metano e per la promozione di pratiche volte ad aumentare l’assorbimento di CO2 da parte di suoli agricoli.

La direttiva punterà anche a semplificare il processo di riqualificazione e indicherà nuovi modi per facilitare la ristrutturazione ai proprietari degli immobili.

 

Efficienza energetica casa – Previsti degli incentivi

Per rispettare la nuova Direttiva sulla prestazione energetica, ancora da approvare, gli Stati Membri dell’UE potranno ottenere degli incentivi per riqualificare gli edifici pubblici e privati. Ogni Paese appartenente all’Unione Europea potrà fornire strumenti finanziari e incentivi e potrà intervenire dal punto di vista della regolamentazione usando il Recovery Plan, il Social Climate Fund o altri fondi dedicati. Previsti anche provvedimenti finanziari come i mutui per riqualificare gli immobili.

A breve la proposta dell’UE sarà esaminata dalla Commissione Europea e dal Parlamento Europeo.

 

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