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Prezzi degli immobili in ribasso – Gli effetti della guerra sul mercato immobiliare

Pubblicato da VIVERE Real Estate sopra Marzo 22, 2022
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Tempo di lettura: 4 minuti

La guerra in Ucraina non sta solo gravando sulle vite dei popoli fisicamente e direttamente coinvolti nel conflitto, ma sta influendo negativamente anche sul mercato economico internazionale. L’Italia rientra tra quei Paesi che dal punto di vista economico finanziario risentono della situazione geopolitica, in particolare per quanto riguarda l’aumento dell’inflazione. Per ciò che concerne il mercato immobiliare, proprio l’aumento dell’inflazione però porterà ad un calo dei prezzi degli immobili. Potrebbe essere dunque un momento storico in cui chi ha intenzione di acquistare casa riscontrerà prezzi più bassi.

 

L’aumento dell’inflazione in Italia dovuto alla guerra tra Russia e Ucraina

Il drammatico scenario internazionale sta creando forti criticità all’interno dell’economia italiana. Uno degli effetti principali della guerra in Ucraina è un generale rallentamento della crescita economica e di conseguenza il rapido aumento dell’inflazione, ovvero un aumento generalizzato di tutti i prezzi.

L’aumento dell’inflazione è principalmente dovuto da un lato ai costi in costante crescita delle materie prime importate e dall’altro dalle potenziali carenze energetiche in cui tutto il Paese potrebbe imbattersi.

La crisi dovuta alla pandemia aveva già portato a degli effetti economici negativi, causati dall’interruzione delle catene produttive, a cui era seguita una carenza generale di beni. Oggi il conflitto in Ucraina complica la situazione sommando un ulteriore rincaro di materie essenziali come il petrolio e il gas.

Se inizialmente ci si aspettava un aumento dell’inflazione temporaneo e limitato, oggi molti economisti comprendono che non si tratta propriamente di un’impennata dei prezzi fulminea e destinata a finire nel termine di breve tempo. Si parla di un tasso inflazionistico che potrebbe arrivare a superare il 6%.

Non solo in Italia, ma nelle banche centrali dell’Unione Europea e di tutto il mondo vi è un generale allarmismo relativamente all’inflazione e si sta pensando a come intervenire per poter sanare la situazione finanziaria. Alcune banche hanno rialzato i tassi di interesse, altre prevedono di farlo nei prossimi mesi e in generale per ciò che concerne l’Europa molti operatori affermano che potrebbero esservi dei rialzi entro la fine del 2022.

Con l’aumento dei tassi di interesse, sostanzialmente per prendere in prestito denaro il costo aumenta e, quindi, anche i finanziamenti.

Abbassamento dei prezzi degli immobili, oggi rafforzato dall’inflazione

Sebbene i prezzi degli immobili in alcuni Paesi dell’Europa negli anni abbiano subìto una risalita, in Italia invece già da alcuni anni i prezzi degli immobili sono scesi, con una perdita di valore del patrimonio abitativo di 980 miliardi di euro relativamente agli ultimi dieci anni. Ciò dipende da molteplici ragioni, tra le quali una mancata crescita economica generale nell’ultimo ventennio, una disoccupazione elevata, stipendi bassi, soprattutto se confrontati con altri Paesi europei, ridotta stabilità economica dovuta anche a lavori sempre meno a tempo determinato. Tutto ciò negli anni ha portato negli ultimi anni ad un calo dei prezzi degli immobili.

La crisi economica italiana dovuta all’emergenza sanitaria mondiale causata dal Covid ha inoltre contribuito sensibilmente all’abbassamento dei prezzi di case e altri immobili.

Oggi la guerra tra Russia e Ucraina aggrava la situazione economica dell’Italia a causa della risalita dell’inflazione, ma proprio questo si prevede che possa portare ad un calo dei prezzi degli immobili.

L’aumento dell’inflazione, come già sottolineato, potrebbe essere moderato mediante l’aumento dei tassi di interesse. Quindi i prezzi degli immobili dovrebbero calare gradualmente in modo proporzionale alla crescita dei tassi.

In ogni caso ciò consentirà a molti il vantaggio di acquistare casa a prezzi più bassi rispetto a quelli degli ultimi anni, anche come investimento. Comprare un immobile per metterlo a reddito è un’opzione valida se si tiene conto del fatto che la locazione si rivaluta ogni anno in base ai dati Istat; più salirà l’inflazione, più aumenterà l’affitto.

Inoltre anche investire con l’obiettivo di rivendere nel breve periodo consentirà di guadagnare anche se l’inflazione è in crescita.

Nei prossimi mesi staremo a vedere ciò che accadrà concretamente per ciò che riguarda gli eventuali cambiamenti nel mercato immobiliare. Intanto tutti restiamo in attesa che la guerra in Ucraina finisca, ritorni la pace e si ripristinino i delicati equilibri internazionali.

 

VIVERE Real Estate dice NO alla guerra.

 

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