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Case occupate: approvato nuovo pacchetto sicurezza

Pubblicato da VIVERE Real Estate Blog sopra Novembre 29, 2023
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Stretta del Governo sull’emergenza “case occupate” con il nuovo “pacchetto sicurezza”, introducendo misure significative con particolare attenzione alla tempestività delle procedure per la liberazione degli immobili coinvolti.

Case occupate, cosa succede oggi

L’occupazione abusiva è già prevista come reato, dagli articoli 633 e 614 del codice penale.

Il primo articolo prevede che:

chiunque invade arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne altrimenti profitto, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione da 1 a 3 anni e con la multa da € 103 a € 1.032

Il secondo comma dell’art. 614 stabilisce invece che soggiace alla pena della reclusione da 1 a 4 anni e della multa da € 103 a € 1.032 per chi:

si trattiene nell’abitazione altrui, o in un altro luogo di privata dimora, o nelle appartenenze di esso contro l’espressa volontà di chi ha il diritto di escluderlo, ovvero clandestinamente o con inganno”.

La pena può arrivare a 6 anni se il fatto è commesso con violenza sulle cose, o alle persone, ovvero se il colpevole è palesemente armato.

Le nuove regole in arrivo

La stretta del ddl passa attraverso la previsione secondo cui:

“chiunque, mediante violenza o minaccia, occupa senza titolo un immobile destinato a domicilio altrui ovvero impedisce il rientro nel medesimo immobile del proprietario o di colui che lo detiene legittimamente, è punito con la reclusione da 2 a 7 anni

La stessa pena si applicherà a chi si appropria di un immobile altrui, con artifizi o raggiri, ovvero cede ad altri l’immobile occupato.

E dovrebbe essere introdotta anche la reintegrazione nel possesso dell’immobile per il titolare.

Cosa fare in caso di casa occupata

Trattandosi di un reato perseguibile a querela, chi si trova l’alloggio occupato deve prima di tutto sporgere una denuncia formale a Polizia o Carabinieri.

In tal modo, si avvia il procedimento penale, che prevede anche la possibilità di richiedere un risarcimento del danno come parte civile.

Ma questo non basta ad autorizzare le forze dell’ordine a entrare immediatamente in casa per eseguire lo sgombero e ottenere così la liberazione dell’immobile.

A tal fine, non solo il proprietario, ma anche il semplice inquilino, tramite il proprio legale, può dunque avviare presso il tribunale dove è situato l’immobile l’azione di reintegrazione prevista dall’articolo 1168 del codice civile.

Le tempistiche

Le tempistiche, però, devono essere rapide: il termine per l’esercizio di questa azione è 1 anno dalla data dell’inizio dell’occupazione o dal momento in cui se ne è venuti a conoscenza.

Sarà quindi il giudice a valutare se ci siano i presupposti per emettere un’ordinanza di reintegrazione, eseguibile anche con l’ausilio della forza pubblica.

L’azione di rivendicazione

Trascorso l’anno, solo il proprietario potrà procedere anche con l’azione di rivendicazione regolata dall’articolo 948 del codice civile.

In tal caso, il procedimento richiederà la piena dimostrazione del proprio diritto e, quindi, tempi più lunghi.

Un caso particolare

La Procura di Ravenna ha chiesto l’archiviazione del procedimento penale avviato dagli acquirenti di un immobile di Faenza non liberato dagli inquilini nei tempi previsti.

Il reato, è la tesi del pm, non sussiste se è già previsto nel contratto di compravendita il pagamento di un indennizzo mensile per la ritardata liberazione.

La situazione delle case occupate in Italia

Il fenomeno delle occupazioni abusive delle case, nel nostro Paese, è in aumento ed è percepibile leggendo semplicemente i giornali.

Mancano però stime ufficiali aggiornate.

L’ultimo rapporto, pubblicato da Nomisma e Federcasa, risale addirittura al 2019, per di più con dati riferiti al 2016.

I numeri

Sono circa 30.000 gli immobili occupati nel nostro Paese.

Confedilizia si sofferma su singole realtà. Ad esempio, solo a Roma, ci sarebbero 6.834 appartamenti pubblici occupati da quasi 12.000 persone.

Palermo gli alloggi di edilizia pubblica occupati sarebbero circa 3.000, a Catania un centinaio, a Genova 3.000.

Reggio Calabria risultano 110 case occupate abusivamente da famiglie rom, a Firenze il Movimento di Lotta per la casa ha occupato per anni alloggi sfitti, mentre gli immobili occupati a Torino sarebbero 24 e a Venezia 19.

Nelle Leggi di bilancio del 2022 e del 2023, in materia, erano stati previsti alcuni provvedimenti.

Due anni fa, fu istituito un fondo di solidarietà da 10 milioni di euro per l’erogazione di un contributo non superiore a 10.000 euro ai proprietari di immobili residenziali non utilizzabili per la denuncia dell’occupazione all’autorità giudiziaria.

La manovra successiva introdusse l’esenzione dell’Imu sugli immobili occupati per cui è stata presentata denuncia.

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